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il tardivo precoce

Tardiva, mi diconoperché troppo precocenel venire alla luce.Ma io sono speciale.E delicata, certo,come son delicatele cose più preziose,com’è prezioso il cespoch’è il vanto di Trevisoil radicchio tardivo,quello d’ora, precoce.

Sul cavalluccio giallomi spingo con i piedinelle scarpette nuove:un poco vado avanti ,ma certo anche tu vediche più lesto si muovese invece vado indietro.

Il mio primo Natale

Papà m’ha regalato un pugnetto di muschio questo primo Natale. “Poetico, davvero”, qualcuno ha commentato. La mamma ha storto il naso e l’ha guardato male.

perplessità infantili

Se la mia esperienza nel mare della vita fosse stata più corta ed io non fossi nata, visto che morir devo, non mi sarei lagnata. Ora invece mi tocca aver molta pazienza e fare che mi piaccia questo agitato e strano interim che separa il giorno dell’andata da quello del ritorno. Se poi riesco in [...]

Non cresco. Son piccina. “Troppo” – dicono tutti, pure considerando che nacqui settimina. Fo fatica a mangiare, sono, pare, in ritardo. Lo leggo in ogni sguardo: c’è poco da scherzare. M’han convinta perdiana del loro gran sospetto, pure se mai l’han detto. Forse sono una nana.

lo specchio

Ora che son grandetta ho scoperto lo specchio: dentro c’è una moretta che mi rimira seria in mezzo a una corona di eccitati parenti che le stan tutt’intorno e mi mostrano i denti.

primo mese

Della vita più esperta ormai mi sono fatta e dalla mia coperta mentre sembro distratta questo straordinario ardito mondo nuovo ammiro e mi commuovo da brava autodidatta.

Come le foglioline nate col freddo a marzo che non prima di aprile te ne accorgi e le vedi sui rami fino a ieri tetri, così sono anche le bambine come me, che nessuno le nota se son belle o bruttine, che sono coserelle minuscole, virgole tra le copertine rosa dentro le carrozzelle.

Fosse per lui, Riccardomi chiamerebbe Pina: Anna non gli va giù.Per me sarebbe arduoavere un’opinione:persino Pasqualinastarebbe a me benone.Che sia la sorellinaa non piacergli più?

Non san che nome darmi. Dicevano Giuditta che é una donna d’armi. Oggi dicono Anna. Mi chiama sorellina il piccolo Riccardo. M’ha portato un orsetto e sotto la copertina si è ficcato a lettovicino alla mia mamma.

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