Mi propongono viaggi
a prezzi d'occasione
per lidi i più lontani,
e rimedi speciali
perché cresca la cosa
ch'essi chiamano pene.
Sono male informati:
sbagliarono i sondaggi
hanno frainteso i dati,
confuso l'indirizzo -
o forse hanno scordato
di raddoppiare un' enne.
Io sono, è cosa nota,
un essere stanziale,
né mi mancano penne:
sono una cartolaia,
e ne ho scatole piene
tutti i giorni dell'anno.
Quanto a pene soltanto
con un'enne, al plurale
femminile, ne godo
con larghezza e, a mio danno,
sono sì lunghe e dure
che cerco con urgenza
semmai un diminutore.
O magari (ma è assente,
per malizia o per sbaglio,
questa combinazione
dalle mail che ricevo)
accetterei l'offerta
di partire oggi stesso,
e anche senza bagaglio,
se m'offrissero penne
di quelle adatte al volo
per valicare il mare
di tutte queste sere
di pioggia e di silenzio
e approdare di nuovo
nel cerchio di illusione
di un'iride lucente,
nella terra promessa
di uno sguardo d'amore.



proteus2000
/ 9 maggio 2010pure, qualcosa crescee aumenta, Zizoleta:la poesia miisura,a occhio, diciasette,forse venti centimetri.Solo il metro non varia:le sillabe son sette,di ogni verso, e la pennaè sempre affilatissima,agile e felicissima,malgrado le tristezze.
scrignutella
/ 11 maggio 2010Chi lo sa, anche per la poesia mi occorrerebbe un diminutore. Una forbicina magari:-)
Tristano
/ 26 agosto 2010Stupendi questi settenari…